[four tet - late night tales - azuli - 2004] ehi ehi ehi questa non è la solita raccolta di canzoni messe lì a riempire un disco perchè l'etichetta discografica sgancia quattro lire al tipo di turno affinchè si inventi una selezione per una compilation al fine di spillare gli ultimi risparmi a fanatici completisti e musicofili nerd e squattrinati. no. stavolta è diverso. questa raccolta è più di una raccolta, è un'enciclopedia collegata direttamente al cuore e al cervello di kieran hebden, ai più noto come four tet, una roba distillando la quale esce fuori un disco di four tet in tutto e per tutto, tanto ci si sentono i suoi suoni qui dentro e i suoi ritmi e la sua visione, che è pop, psichedelica, elettronica, jazz e hip hop tutto insieme e tutto nello stesso momento. ma soprattutto, e qui viene il bello, questa dannata raccolta è una collezione di gemme geniali. come altro definire altrimenti earth di joe henderson? o parallelograms di linda perhacs? dove la prima è un funk jazz direttamente lanciato sulla terra da qualche dio della musica e arricchito dell'arpa di alice coltrane mentre la seconda un folk così angelico che probabilmente in questo istante lo stanno usando per sonorizzare le nuvole. e non finisce qui, c'è posto per l'hip hop di gravediggaz e madvillain, per il folk dei fairport convention, per le incredibili divagazioni glitch degli icarus e anche per l'autocitazione di castles made of sand cover di hendrix eseguita dallo stesso four tet. oh io non so più cosa dire, è quasi ora di pranzo, fuori mi aspettano sotto la pioggia, ma questo disco è un collegamento diretto con il cosmo, per cui temo che ci metterò un pò a planare giù, mi spiace per gli altri che attendono. l'unico problema, va detto, è che dopo l'ascolto si diventa terribilmente ansioni di possedere tutti i dischi da cui questi piccoli capolavori provengono.
